EDIZIONE 2011

Il romanzo “Francesco è pronto e sposerà Tina Turner” di Gerardo Pepe viene presentato al Premio Strega, il più importante premio letterario italiano. Eccellente traguardo generalmente riservato a case editrici già affermate sul mercato.

Il romanzo, che si fregia della prefazione di Ivan Cotroneo, è stato letto e presentato dal prof. Cesare Milanese e Luca Canali.

“Avete tra le mani un libro ricco e generoso, e state per leggerlo. Non potete ancora saperlo, ma questo libro parla di voi, anche se non avete una famiglia simile a quella della protagonista. Anche se, diversamente da lei, non avete un fratello, o un figlio, o uno zio, o un amico, o un conoscente che sia una persona Down.

Parla di voi, anche nel caso in cui le vicende raccontate non vi appartengano neanche lontanamente. Parla di voi anche se persone come Francesco, il protagonista, non le conoscete ancora o non avete avuto modo – o tempo, o voglia – di conoscerle.

Questo libro parla di voi e lo fa, questa è la sua bellezza, anche se non lo volete. E mentre parla di voi vi racconta una storia straordinaria e possibile, nei suoi aspetti più romanzeschi e in quelli più quotidiani. I suoi personaggi sono persone che faticano, che hanno dolori, e ricordi, e gioie, e difficoltà, come tutti.

Sono persone che affrontano la vita, e alla fine imparano a vederla da un angolo diverso. Sono persone che sbagliano, perché non sono nate pronte, ma poi si correggono, chiedono scusa, riprovano, ed ecco che alla fine si ritrovano pronte. Pronte alla vita nella sua pienezza e prima che questo romanzo volga al termine, molto probabilmente, come Francesco, sarete pronti anche voi a guardare le cose, il mondo e soprattutto ogni persona, da un angolo diverso.”

Ivan Cotroneo

EDIZIONE 2014

Presentato il romanzo “La mia ora di vento” di Gerardo Pepe.

Il romanzo, già premiato per il suo incipit dalla Scuola Holden, è stato letto e presentato dal prof. Cesare Milanese e Piero Mastroberardino.

“Poche cose colpiscono immediatamente un lettore quanto l’autorevolezza di una voce, e la forza e solidità di un fraseggio. La voce dell’autore è, fin dalle prime righe, intimamente autorevole. Così, grazie al suo controllo stilistico, la semplice passeggiata di un bambino in compagnia di genitori che sembrano essersi dimenticati di lui, diventa una scena madre, un’istantanea di sicura efficacia, l’architrave di una storia.

Da subito, la mia ora di vento, si rivela un romanzo ambizioso, nel suo articolarsi su piani temporali diversi e lontani, lungo direttrici che soltanto in apparenza divergono. Le ferite nascoste sotto la superficie ordinaria della quotidianità emergono con forza in una narrazione autentica che esplora il tema della memoria, della perdita e della capacità di ritrovare se stessi.”

Scuola Holden