IN UN ANGOLO DEL CUORE
di Adele Denza

Silloge di poesie è di duplice spessore sia quantitativo, sia qualitativo.
E’ una raccolta di pensieri, frammenti, pezzi di un’anima pervasa da un amore meraviglioso da cui è stata affascinata e trascinata e che ha cantato e decantato in questi versi. Un amore che nel suo evolversi ha fatto rima con ardore, torpore e dolore, un amore dalle diverse emozioni provate in un lungo arco di tempo, quelle dolci e quelle amare, ma rigorosamente sincere, in quanto prima è stato vissuto intensamente e poi si è rivelato un amore deludente e dormiente e vivido solo nei ricordi, che feriscono amaramente poiché portano chiaro alla mente ciò che non si ha più e che si è per sempre perduto “E immagino, purtroppo, ciò che non c’è più” “Tu corri, io resto qui”.
Proprio perché solo ricordi c’è bisogno di una via di uscita per il presente e per l’eternità, perciò per immortalare un amore tanto profondo quanto tormentato l’autrice individua la poesia per tramandarlo e superarlo con la catarsi della scrittura. L’intensità e la profondità del suo sentire la collocano tra classico e contemporaneo perché le sue poesie regalano emozioni che sanno, con squisita grazia, far vibrare le corde del cuore e toccare il profondo dell’inconscio umano.
Lo stile formalmente perfetto dei suoi versi e soprattutto anti epico è più che consono a trattare il tema amoroso, con squisita abilità di articolazione del verso e di scelte lessicali che contraddistinguono tutta la sua silloge permeata però da un’infinita tristezza e struggente e pudica malinconia, perché desiderosa di gioie delicate che ha ricercato invano in quest’amore, ma che magistralmente come ha saputo trovare la via d’uscita da questo labirinto amoroso, sa trovare anche la gioia delicata che questo amore non le ha più dato, dedicando la sua opera al padre e alle donne vittime di violenza, al padre in quanto primo amore di ogni donna e modello introvabile in tutti gli altri uomini e alle donne vittime di violenza in quanto donna e madre dotata di una finissima sensibilità che le fa comprendere a pieno tali problemi, anche perché  se nel femminicidio c’è la morte del corpo, nell’amore deluso c’è la morte dell’anima, ma lei risorge, dando vita alle perle di poesia di seguito esposte e ciò le consente anche di accettare dolori grandi.
Carducci scriveva: “Guai a quella poesia che sia soltanto musica, ma guai a quella poesia che non sia anche musica.” E la poesia di Adele Denza nel senso classico, è anche musica e la musica è armonia che cura e lenisce qualsiasi affanno.

Professoressa Maria Marsicano