IL PROFITTO DELLA LUCE
(memoriae aedes)

Monica Borettini

Capita di fermare il tempo. Rarissimo rallentamento fino alla sospensione. Succede con le parole che  danno volume allo scorrere impetuoso della vita, dell’unica opera nostra. Ci fanno  girare il volto verso qualcuno o qualcosa. Per rivolta , per meraviglia. È  sempre un atto di stupore. E di incantato cammino.
Ecco, vi invito a un lungo, lunghissimo tragitto verso la rivoluzione d’anima. Verso un infinito tangibile. Un intero viaggio ha necessità di buoni compagni e le parole di Monica Borettini sono l’ideale per principiare, per esordire, per dichiarare lo stato d’inizio.
… il moderno Virgilio, dalle gesta letterarie antiche e sacre, accompagnarci. La carta geografica di questo viaggio ha coordinate d’anima e d’amanti. Eccoci allora a Parigi, Barcellona e Trouville e Tangeri e Venezia e Roma e Gerusalemme e il mondo intero senza sosta. Col timbro dell’arte, delle storie, degli amori, dei personaggi, dell’incanto e degli incantesimi che in quei posti precisi si sono succeduti. Che viaggio, Alice, che sospensione del ritmo, che altezza hanno questi versi. Ha gli occhi grandi delle favole, Monica-Alice e cammina senza paura, vede e racconta.
In più di un passaggio di questa silloge  mi ha tormentato la presenza, nella poesia di Monica Borettini, di un fantasma che, invece di essere inquietante, mi ricorda il motivo per cui si scrive. Questo corpo senza essenza è Marcel Proust.Andiamo a Combray, passando per tutta l’arte, quella che somiglia tanto alla nostra vita. Ricercheremo il tempo perduto e lo ritroveremo. Siatene certi.

Silvana Pasanisi