IL CASO PENICILLINA
il racconto dell’antibiosi prima e dopo Lord Florey
di Giovanni Savignano

Le ricerche di Alexander Fleming sulla penicillina, pubblicate nel 1929, passarono quasi inosservate: il tesoro restò nascosto, e nessuno al mondo poteva minimamente immaginare che, già molto prima dei sulfamidici, era stato scoperto il più importante chemioterapico per la lotta contro le malattie batteriche. La sua utilità fu compresa solo nel 1940. Fu necessaria l’opera tenace di vari scienziati, coinvolti e supportati dal patologo australiano Howard W. Florey, per dimostrare che era stata trovata la medicina miracolosa sognata da secoli, uno strumento clinico di vasta portata, capace di sconfiggere le malattie senza effetti collaterali sul paziente.Fu nell’Università di Oxford che Florey, Ernst B.Chain e Company ripresero gli studi, risuscitarono la “penicillina” e compresero le sue potenzialità, regalando al mondo un rimedio antibatterico mai esistito prima. Il miracolo del XX secolo.

Il lavoro è stato presentato presso il consolato in Australia e a Oxford con il patrocinio del Ministero della Salute

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