IL DIARIO DI PIETRA N.O.F. 4
Alessandra Cotoloni

Protagonista è Fernando Nannetti che incise la sua storia, con l’ardiglione del gilet in dotazione ai degenti del manicomio di Volterra, lungo 180 ml di muro nel manicomio di Volterra.
Una storia romanzata, dato che tante cose di lui non le sappiamo, che ci consente di provare a capire cosa provasse un’anima come la sua, imprigionata per tutta una vita all’interno di una struttura manicomiale.
Poesia e capacità di osservare e sentire il mondo, così come ben traspare dal suo grandioso Diario di pietra dove ha raccolto le sue grida, i suoi desideri, la sua poesia.
La sua è la storia di un folle che con le sue parole e il suo personale pensiero ci induce a riflettere su noi stessi e sul concetto stesso che diamo alla parola “normalità”, regalandoci ciò che di essenziale esiste nella vita di un essere umano per la crescita della propria consapevolezza: il dubbio.
Quelle pareti, ancora oggi raccontano della sua famiglia numerosa e immaginaria, dai tratti somatici bizzarri e denuncia il sistema manicomiale. Una testimonianza toccante che racchiude il grido di centinaia e centinaia di persone che venivano violate nella loro essenza umana, private completamente della propria dignità di uomini e donne. Una denuncia importante arricchita spesso da vere e proprie poesie che ci riportano la profondità di un uomo che si è visto da sempre privare dell’ elemento più importante per ogni individuo: la libertà di essere e di esistere.
Il suo murale è considerato una delle espressioni più significative di Art Brut: in un museo a Losanna gli hanno dedicato una sezione specifica. Purtroppo il “Diario di pietra” si sta deteriorando ogni giorno di più a causa della sua continua esposizione agli agenti atmosferici. Il romanzo della Cotoloni, dunque, potrebbe essere l’ultima testimonianza permanente e concreta di un sistema che ha visto annullare per decenni centinaia e centinaia di persone.
La prefazione del libro è stata curata dal prof. Alessandro Meluzzi che traccia la storia dei manicomi fino alla loro chiusura non mancando di sottolineare che a oggi non sono state trovate giuste soluzioni alternative.