In copertina Opera di Rita Belpasso
THE PRAYER, olio su tela 60×80

CHÈ NON SI PUÒ DEFINIRE L’AMORE
emozioni in versi

Gianni Mauro

Sapete, è difficile pubblicare un libro di poesie senza essere presi da mille dubbi, da continui ripensamenti.
Quando ti confronti con scrittori o poeti geniali, che ti hanno preceduto, hai paura anche solamente a pensare: “Dio mio, ho scritto una poesia! Ma sarà veramente una poesia?… O è un insieme di pensieri liberi che tumultuano nel tuo animo e per liberartene hai bisogno di trascriverli su un foglio di carta per poi riguardarteli con attenzione e capire il tuo inconscio cosa ha voluto comunicarti?”
Questo, perché sono convinto che la “Poesia” sia la forma “più alta”, (e quindi la “più difficile”) di scrittura possibile. Il geniale Scrittore William Faulkner diceva di aver provato, prima di tutto a “scrivere poesie” ma, considerata l’estrema difficoltà, era sceso di un gradino e aveva provato a “scrivere racconti”. Alla fine pare che si sia arreso ed abbia scritto “semplicemente” dei romanzi (n.d.a. Regalandoci, peraltro, dei capolavori quali “L’urlo e il furore”, “Mentre morivo”…)
Io scrivo non perché voglia essere definito uno scrittore o un poeta. Scrivo perché amo scrivere, così come amo leggere o vedere del buon teatro, ascoltare buona musica o rimanere incantato dinanzi a uno straordinario tramonto amalfitano.
La scrittura per me è un bisogno, un’esigenza!
E come tale non è finalizzata assolutamente a “niente”, così come dovrebbe essere qualsiasi altra manifestazione creativa ed espressiva (come la pittura, la musica, ad esempio).
Io non ho mai pensato nella mia vita di dover scrivere per una finalità premeditata.
Per me la scrittura è un momento catartico, liberatorio… Credo che la scrittura in generale sia una sorta di comunicazione con noi stessi. Travasando nello scritto la parte istintiva, non mediata dalla ragione, di noi, riusciamo a informarne le nostre, deliberatamente o meno, troppo “sopite coscienze.”
Gianni Mauro

Gianni Mauro (cantautore, attore teatrale, scrittore) è nato a Salerno e vive a Mentana, in provincia di Roma. E’ il leader del gruppo musicale e teatrale Pandemonium, con il quale partecipa anche a ben due edizioni del Festival di Sanremo: nel 1978 con Rino Gaetano (nello storico coro finale di Gianna) e nel 1979 con Tu fai schifo sempre, brano dissacrante e provocatorio che vende un considerevole numero di dischi e diventa in Italia un vero e proprio cult del filone musicale demenziale e surreale, successivamente, punto di riferimento e di ispirazione per molti altri artisti. Dal 1976 è iscritto alla SIAE (ha ottenuto l’estensione di tutela in tutte le sezioni) e, nello stesso periodo, la RCA Italiana lo scrittura come autore di testi e musica: è proprio con la casa discografica più importante dell’epoca che pubblica anche due album come cantautore. Ha collaborato con Rino Gaetano, Gabriella Ferri, Antonella Ruggiero, Gianni Nazzaro, Lando Fiorini, Renato Rascel, Franco Franchi, Gino Bramieri, Oreste Lionello, Pippo Franco, Gigi Proietti e molti altri. E’ autore di canzoni anche per il cinema, in collaborazione con Detto Mariano delClan Celentano (Il ragazzo di campagna con Renato Pozzetto, Il bisbetico domato con Adriano Celentano, Spaghetti a mezzanotte con Lino Banfi, solo per citare alcune famose pellicole ‘all’italiana’) e per la tv, con sigle e colonne sonore (Buonasera con Franco Franchi…Più sani e più belli e per le fiction Un medico in famiglia e I Cesaroni). Lunedì, incisa e cantata da Gabriella Ferri nel 1977, in Brasile è un evergreen da quasi quarant’anni. Nel 2008, un’altra sua melodia ironicamente sottile e raffinata, Canto malinconico, è interpretata da Vittorio Marsiglia (che, a distanza di due anni, la ripropone con Renzo Arbore), oltre che dal duo comico Luca e Paolo e da Peppe Servillo, in tempi più recenti.